
Ci sono pochi film, oppure proprio non ce ne sono, difficili da descrivere e raccontare come Inception, sia ovviamente per la complessità, che per l'impossibilità di non sminuirlo, rinchiudendo fra sbarre sillabiche tutta la maestà di questo capolavoro. Eh si, perchè se non ci si vorrebbe mai sbilanciare ad usare tali paroloni (o meglio, lo si vorrebbe sempre fare, ma poi a guardare ai grandi classici del passato non ci si sente all'altezza), capolavoro è la definizione meno inefficace per definire l'ultima fatica di Christopher Nolan. Nolan che qui compie il miracolo definitivo (in parte già riuscitogli con Il Cavaliere Oscuro): il conciliare in maniera perfetta il suo cinema "d'autore", cerebrale, che non sottovaluta il suo pubblico ma anzi lo valorizza e lo stimola, con il blockbuster monumentale, mantenendo una libertà pressochè illimitata nella gestione nonostante i sette zeri nell'ammontare del budget.
Da dove cominciare, quindi, a parlare di Inception? Forse dalla sua caratteristica più evidente: la stratificazione. Infatti, così come il plot si srotola su molteplici livelli narrativi, in un complicato gioco di scatole una dentro l'altra (il sogno dentro al sogno), anche la pellicola in sè è dotata di un tale numero di livelli di lettura, che risulta impossibile anche solo pensare di elencarli tutti: si passa dall'action thriller più puro al dramma familiare sullo straziante senso di colpa, dal cammino per la redenzione e la catarsi fino all'imponente esplorazione del territorio del sogno, e dello spingersi troppo lontani dal confine con la realtà. Tutto questo, in 148 minuti al fulmicotone, che non lasciano un secondo per respirare, specie nello strabiliante secondo tempo. La sceneggiatura è praticamente impeccabile, sì complessa ma anche coadiuvata da spiegoni degni de Gli Occhi Del Cuore. E poi, come non parlare del cast, che a mesi dall'uscita del film, solo a leggere i nomi uno in fila all'altro veniva la pelle d'oca: un Leonardo DiCaprio che ormai non sbaglia più un colpo (io sinceramente penso sia arrivata l'ora in cui l'Academy debba smettere di considerarlo il regazzino di Titanic, e dargli il benedetto Oscar che si merita, dopo non so quanti film grandiosi azzeccati e quanti progetti sposati con successo); Joseph Gordon-Levitt che, dismessi i panni della commedia indie e dei G.I. Joe si fa notare per una strabiliante rendition del suo ruolo da spalla; Cillian Murphy, con un ruolo chiaramente scritto su misura per lui, che appare sempre più in ascesa dopo titoli come Sunshine, Breakfast On Pluto e la saga di Batman; un Tom Hardy in grande spolvero, con quel pizzico di cazzonaggine che non guasta mai; un'insospettabile Ken Watanabe, perfettamente a suo agio nel ruolo del magnate orientale dell'energia; le incantevoli Ellen Page e Marion Cotillard, la prima nella sua più adorabile luce acqua e sapone, la seconda perfida e in grado di rubare la scena a tutti; e infine, il sempreverde Michael Caine, a cui Nolan ritaglia una particina così tanto per, ma che fa sempre la sua porca figura.
L'importanza dell'operato di Nolan risulterà percepibile solo a distanza di anni, quando la conciliazione di esigenze monetarie da blockbusteroni e la capacità di scrittura di registi affermati saranno più raggiungibili, grossa parte del merito dovrà andare a questo signore qua, che aggiunge un'altra perla alla sua filmografia che già di per sè lo proietta nell'Olimpo dei più grandi registi americani contemporanei. Mi piace pensare che Inception, per la materia di cui tratta quanto per la grandezza del film in sè, sia un po' l'Eternal Sunshine of the Spotless Mind di questo decennio, in grado di far ruotare attorno a sè dieci anni di cinema, ma senza permettere a nessuno di avvicinarsi, anche solo minimamente, a un tale livello di perfezione.
P.S. Film dell'anno, senza se e senza ma. Anche e soprattutto dopo i trailer a base di Creep, non riesco a credere che The Social Network possa essere un grande film, figuriamoci più grande di Inception.
P.P.S. Mi rendo conto che il cieco entusiasmo potrà sembrare esagerato, ma se vi risulta incomprensibile, o non avete ancora visto Inception, o siete degli indie-fighettini snob di quelli che andranno a cercare il pelo nell'uovo della continuity temporale e sticazzi, e in tal caso meritate solo di essere incollati ad una sedia a guardare all'infinito (sì, l'avete capito a cosa mi riferisco) Knocked Up e quegl'altri film che difendete solo voi.
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